Accenni di storia antica

Pesaro, in epoca pre-romana, fu un villaggio di pescatori nato ed evolutosi grazie all'approdo fluviale offerto dalla foce del fiume Pisaurus, così come ci riportano alcune testimonianze scritte di antichi geografi latini. Quest'area era interessata, già nel sec. VI a.C., da un'intensa navigazione da parte di mercanti greci che, dopo la traversata del lago greco (il mare Adriatico), risalivano dal Conero lungo la costa per puntare al delta del Po dove gli scambi commerciali erano già molto attivi, testimoniati da un cospicuo ritrovamento di materiale ceramico disseminato nell'area compresa tra Ancona ed Adria.


Fondazione di Pesaro come colonia romana


Nel 184 a.C. Pesaro, assieme a Potenza Picena, venne dedotta come colonia romana in territorio gallico. Il governo centrale di Roma, al fine di suddividere il nuovo insediamento in territori destinati ai nuovi coloni, inviò tre magistrati (il più noto fu Quinto Fulvio Nobiliore) presso, dunque, un sito in cui, probabilmente, antichi pionieri avevano già costituito un villaggio d'approdo fluviale, come testimoniano dei ritrovamenti sempre di stampo romano, ma antecedente la deduzione della nuova colonia.

 

La leggenda di Camillo 

Se vi capiterà di chiedere ai pesaresi qual è l'etimologia del nome della città, la grande maggioranza di essi vi risponderà che Pesaro deriva dal latino Pisaurum e che si riferiva ad un luogo antico in cui veniva pesato l'oro. Di chi era questo oro? Da dove proveniva? Ed ecco allora che prende forma la leggenda dell'oro di Camillo e che in breve cercheremo di raccontare.
Circa tre secoli prima della fondazione della colonia pesarese, intorno al 390 a.C., i romani pagarono un tributo (in oro) ai Galli perchè, dopo aver conquistato Roma, desistessero dal celebre assedio del Campidoglio, l'unico colle rimasto in mano ai romani. Quando i Galli cominciarono a ritirarsi con in mano il bottino, il dittatore e militare Marco Furio Camillo, in quel tempo esiliato, venne in aiuto ai romani sotto assedio, sconfiggendo i Galli e sterminandoli dopo averli inseguiti per tutta la loro ritirata, dove infine, nei pressi di Pesaro, recuperò sia l'oro “maledetto” che tutte le insegne militari a loro sottratte.
Da questa impresa Camillo ne uscì trionfante, ma per la nostra città fu l'inizio di un'epoca assai negativa poiché, durante tutta la storia repubblicana romana, Pesaro venne nominata da molti scrittori come la città maledetta dei prodigia e dei suoi scellerati abitanti. Infatti, è molto probabile che l'etimologia Pisaurum abbia condotto molti storici antichi a stabilire in Pesaro il luogo esatto del recupero dell'oro maledetto che, seppur poteva apparire come un trionfo, l'oro Gallicum era oramai per sempre contaminato e contaminati lo erano anche i suoi abitanti!
Dopo 3 secoli di prodigi negativi e sciagure che hanno tormentato Pisaurum, intorno al 30 a.C. finalmente la colonia venne rifondata da Augusto come colonia iulia felix pisaurum, specialmente grazie anche al fatto storico molto probabile che la colonia pesarese diede i natali al suocero di Augusto: da lì in poi, Pesaro godette di ottima stima a livello imperiale e cominciò a farsi notare anche per una fiorente e produttiva vita sociale!